La visione tradizionale del purpose delle imprese, incentrata sul profitto, è sempre più messa in discussione da un approccio più ampio e multi-obiettivo che riconosce il valore sociale che le imprese possono generare. Questo cambiamento ha portato all'emergere di nuovi modelli aziendali, come le società benefit, che bilanciano la generazione di profitto con obiettivi sociali e ambientali. L'Italia è stato il primo Paese europeo a introdurre un quadro giuridico per le società benefit, riconoscendole come entità giuridiche distinte. Le BC operano con un impegno di sostenibilità, trasparenza e responsabilità nei confronti di diversi stakeholder. Tuttavia, il purpose delle società benefit rimane poco esplorato, in particolare nel contesto delle imprese italiane. Questo studio si propone di fornire evidenze empiriche sulle finalità organizzative delle società benefit italiane attraverso l'analisi qualitativa dei contenuti delle dichiarazioni pubbliche di 94 società benefit di diversi settori. La ricerca categorizza i fattori determinanti per l'adozione della società benefit in fattori di livello micro (individuale), meso (organizzativo) e macro (sociale). I risultati indicano che, sebbene molte società benefit si concentrino sulla conformità legale, sulla sostenibilità, sul bene comune e sulla creazione di profitto, la visione del purpose è spesso vaga e multidimensionale. L'analisi rivela diversi modelli di business utilizzati dalle società benefit, come le pratiche di economia circolare, il valore condiviso e il capitale relazionale. Nonostante il riconoscimento legale del loro statuto di società guidate da uno scopo, lo studio evidenzia una mancanza di chiarezza nel modo in cui le società benefit realizzano e comunicano i loro obiettivi di beneficio. La ricerca conclude che, sebbene le società benefit mostrino un impegno verso i benefici per la società, è necessario un ulteriore esame per garantire l'autenticità dei loro obiettivi dichiarati e prevenire un potenziale greenwashing.

