Nel 2015, l'Italia ha introdotto una nuova forma giuridica - la “società benefit” - che fornisce uno status giuridico alle società che hanno uno o più obiettivi di beneficio comune oltre a quello di ricerca del profitto. Le società benefit italiane sono obbligate per legge a operare in modo responsabile, sostenibile e trasparente e a includere nella loro strategia aziendale gli interessi di diversi stakeholder, come dipendenti, clienti, fornitori e società civile. L'Italia è stato il primo Paese europeo a introdurre un quadro giuridico per le società benefit e ha quindi svolto il ruolo di pioniere nel contesto europeo. Questo studio esamina il caso italiano applicando un'analisi statistica testuale a 125 dichiarazioni di missione pubblica di società benefit, identificando il concetto di “beneficio” che emerge dalle dichiarazioni di missione. I risultati confermano la tesi secondo la quale le società benefit sono aziende che hanno alla base valori di sostenibilità o di comunità e classificano le società benefit italiane in termini di promozione delle competenze individuali, sviluppo di un nuovo modello di business e servizio alla società. Sebbene lo studio non mostri l'evoluzione nel tempo delle dichiarazioni di missione delle società benefit italiane, fornisce prove dell'imprinting identitario da parte dei fondatori o dei proprietari nei primi anni, dove il ruolo dei proprietari e dei manager delle PMI influenza significativamente l'impegno delle organizzazioni nelle questioni sociali e ambientali. Questo studio contribuisce al dibattito sul contenuto delle dichiarazioni di missione, fornendo prove empiriche su questa nuova forma di impresa, e fornisce alcune implicazioni pratiche per manager, imprenditori e responsabili politici.

